Guida: Come scegliere il giusto team di sviluppo

La mia esperienza mi ha portato a lavorare per anni a stretto contatto con i programmatori. Ho a mia volta studiato programmazione e capisco buona parte delle logiche che muovono le loro scelte. Rimango comunque un imprenditore e un project manager, quindi mi trovo a cavallo fra questi due ruoli che spesso si devono relazionare nel mondo del business per far nascere qualcosa di nuovo.

In questo articolo, ti spiegherò quali sono nella mia visione i passaggi fondamentali per evitare errori, perdite di tempo e sprechi di denaro quando ti ritrovi a dover far programmare qualcosa a qualcuno.

Ti riassumo il percorso in tre passaggi:

Idee chiare: per quanto possibile, è importante avere una visione chiara del prodotto finale che si vuole ottenere, vale a dire:

  • la funzione che deve avere;
  • quali utenti deve colpire;
  • come e su quali dispositivi deve essere fruito;
  • quali contenuti o servizi deve fornire.

Con questo non voglio dire che durante lo sviluppo il prodotto non si possa evolvere, anzi, deve. Ma quando inizi a costruire una casa di solito hai una idea del risultato finale, giusto? Beh, più ce l’avrai chiara e più eviterai di costruire muri che poi abbatterai per far spazio ad impianti o altro.

Fai un mockup: rivolgiti ad un UX designer (User Experience Designer) e crea un modello dell’esperienza utente.

Immagina insieme a lui come l’utente interagirà con il tuo software, cerca di andare a fondo di ogni dettaglio possibile. Ci saranno sicuramente delle evoluzioni, durante il tuo percorso di sviluppo, ma devi disporre tutto quello che sai all’interno di un contenitore che ti permetta di visualizzarlo come se funzionasse o quasi.

Con i contenuti che hai prodotto rivolgiti alla software house o al programmatore freelance e comincia a discuterne l’esecuzione.

Preparati, perché più persone interpellerai e più soluzioni diverse ti saranno proposte. Arriverai ad una conclusione su cosa è giusto fare secondo una serie di valutazioni:

  1. Quanti ti propongono la stessa soluzione;
  2. Chi ha le reference migliori;
  3. Chi ha già fatto applicazioni simili alla tua;
  4. Il costo, il solito tiranno.

Ma fai attenzione nel paragonare le varie soluzioni. Anche quando sembreranno simili, le differenze saranno decisive.

Naturalmente, se all’interno del tuo team avrai già integrato qualcuno che si intenda di programmazione e ti faccia da consulente nella scelta della corretta piattaforma, scoprirai di aver fatto una mossa intelligente. Lo sarà soltanto, in realtà, a patto che il tuo consulente non si debba occupare del mantenimento o dell’aggiornamento dei contenuti. In questo caso, infatti, la persona che ne sarà incaricata potrebbe avere delle preferenze rispetto a quale prodotto utilizzare e quindi non essere più imparziale. Avere al tuo fianco un consulente disinteressato, per il quale il compenso o il carico di lavoro non cambieranno in funzione della soluzione che adotterai, ti permetterà di valutare meglio l’acquisto. Vedilo un po’ come un personal shopper che ti accompagna in giro per i grandi magazzini consigliandoti ciò che effettivamente sta bene addosso a te. Nella mia esperienza, vedo applicare davvero raramente questo approccio che, invece, penso possa far risparmiare un sacco di soldi ed evitare seri mal di testa.

Usando ancora la metafora del personal shopper, ci tengo a specificare anche che è importante che il tuo “personal shopper” non sia il tuo compagno di vita, perché inevitabilmente le sue scelte saranno influenzate dai suoi gusti personali. Nel caso della vita privata questo farà probabilmente al caso tuo, ma nel business non è detto che sia così.

In ogni caso, la vera chiave sta nel budget che hai a disposizione.

Se devi spendere qualche migliaio di euro per rifare il tuo sito web, probabilmente non ti puoi permettere un consulente, ma se devi scegliere un team per lo sviluppo del nuovo applicativo della multinazionale per la quale lavori (applicativo che costerà centinaia di migliaia di euro) forse è il caso di pensare ad investirne qualche migliaio per farti dare un consiglio super partes.

Concludo ricordandoti il detto “non tutte le ciambelle escono col buco”. Spesso, nel mondo dello sviluppo software, soprattutto quando si va in cerca di soluzioni estremamente innovative, può capitare di prendere una strada sbagliata e di dover “buttare” una parte di codice che soltanto dopo aver programmato a fondo ci si rende conto non funziona come ci aspettavamo. Questi inconvenienti fanno parte del gioco e, anche se è facile crederlo, non è necessariamente colpa del tuo team di sviluppo. Purtroppo, si verificheranno degli incidenti di percorso che è difficile prevedere a priori. Casi simili succedono tutti i giorni anche nel mondo delle costruzioni edilizie. Si possono fare tutti i rilievi e calcoli del mondo, ma è quando si scava il sottosuolo che si scopre veramente cosa c’è sotto.

Spero l’articolo ti sia piaciuto e ti lascio il mio “in bocca al lupo” per la scelta del tuo prossimo team di sviluppo.

Se hai domande o commenti non esitare a scrivermi.

 

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